LA PERSONA E IL CONTESTO LAVORATIVO



Il lavoro è un elemento centrale nella vita di una persona. Esso, infatti, non è solo l'attività pratica che permette il sostentamento, m è dotato di una forte componente psicologica e sociale,fondamentale nel definire l'identità del soggetto, l'immagine che ha di sé e la sua collocazione all'interno dei gruppi a cui appartiene. Secondo la psicologa Marie Jahoda il lavoro ha 5 funzioni: struttura il tempo, permette contatti sociali, costruisce un'identità sociale e un ruolo, collega scopi individuali e collettivi, garantisce un'attività regolare e quindi un'espressione delle proprie potenzialità.


MOTIVAZIONI E ATTEGGIAMENTI
Nel rapporto tra compiti lavorativi e motivazioni individuali ci sono alcuni fattori che vanno tenuti presenti: il piacere per quello che si fa, la desiderabilità degli obiettivi, la valutazione della loro raggiungibilità, ciò che è rilevante è l'atteggiamento soggettivo verso il raggiungimento di un obiettivo.


CONTROLLABILITÀ E AUTOSTIMA

La psicologia parla di percezione o impressione di controllabilità indicando la sensazione di aver un'influenza sugli eventi. il senso di efficacia del sé determina la propensione della persona ad affrontare o meno un problema sulla base della sensazione di poterlo risolvere. la percezione di efficacia incide direttamente sull'autostima e di conseguenze sulla motivazione ad affrontare un compito. La percezione della controllabilità sui risultati dei propri sforzi influenza direttamente il giudizio della persona nei confronti del lavoro in cui è impegnata.




INDIVIDUAZIONE DELLE CAUSE DI SUCCESSO E INSUCCESSO: GLI STILI ATTRIBUZIONALI

Ogni individuo spiega le cause del proprio comportamento e di quello delle altre persone con "stili" differenti, chiamati dagli psicologi stili attribuzionali. La valutazione delle cause di un comportamento umano sono divisibili in tre coppie di categorie:
-la causa di un risultato è interna alla persona (lei è la causa) oppure esterna (la causa è altrove)
-la causa è un elemento stabile, che persiste nel tempo, oppure accidentale (contingente, momentaneo)
-la causa è percepita come controllabile o non controllabile dalla persona coinvolta.







L'EQUITÀ PERCEPITA 

Secondo la cosiddetta teoria dell'equità percepita, elaborata nel 1963 dallo psicologo John S.Adams, la motivazione di un individuo nel suo lavoro è il risultato dell'equilibrio percepito tra sforzi compiuti e la ricompensa ottenuta (equità interna). questo rapporto viene inoltre socialmente confrontato con la situazione degli altri (equità esterna). La percezione di equità è ottenuta se il trattamento percepito per sé viene considerato pari a quello dei colleghi.




MOTIVAZIONE ED EMOZIONI
La motivazione, determinata da bisogni e desideri, è in tal senso strettamente legata anche alla dimensione emotiva e affettiva dell'individuo. La soddisfazione o insoddisfazione affettiva è il prodotto del rapporto tra le proprie azioni, le aspettative e il risultato ottenuto.


I GRUPPI DI LAVORO
Il gruppo è un'insieme di individui accomunati da interessi, bisogni o scopi comuni, consapevoli di condividerlo. I gruppi possono essere descritti sulla base di molte caratteristiche come per esempio il grado di coesione dei membri, l'omogeneità o eterogeneità interna. Ci sono due tipi di gruppi principali:
GRUPPI FORMALI: quando il gruppo è un'unità definita dalla struttura di un'organizzazione ed è quindi costruito con una specifica funzione o per determinati scopi.
GRUPPI INFORMALI: gruppi formati in modo più spontaneo per esempio colleghi tra cui ce un rapporto di amicizia, lavoratori di uno stesso reparto, piano di edificio o corridoio, entrano spesso in relazione.








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